Le Biblioteche dei Castelli Romani: come affrontano la rivoluzione digitale e come si rinnovano
Servizio a cura di Lazzaro Pappagallo
Buongiorno Regione Lazio del 24 dicembre 2012

Uno zoom sul "divenire" delle biblioteche ai Castelli Romani: alla lettura tradizionale, alla carta, alla matita e alla penna si sono affiancati computer e mouse (le sale delle biblioteche, specie nel pomeriggio, si affollano di giovani con i loro portatili).

La rivoluzione digitale ha fatto sì che oramai le biblioteche non distribuiscano più solo libri, ma anche cd e video, e che vi sia entrato massicciamente il web: basta infatti collegarsi al sito delle biblioteche dei Castelli Romani per poter gestire i propri prestiti, inviare commenti, dare suggerimenti di acquisto... e in molti altri modi partecipare attivamente alla vita delle biblioteche. E poi ci sono i Totem, touch screen per individuare le proposte dei Comuni del territorio anche su cultura e tempo libero. E c'è l'aggancio con gli e-book e con gli e-reader, nella prospettiva della scuola telematica che verrà.

Nell'era della spending review però... com'è possibile alle biblioteche sviluppare cultura, coinvolgere gli utenti e nello stesso tempo attrarre investimenti? creatività e innovazione devono essere sostenute dalle risorse, che negli enti locali sono sempre di meno; ecco allora che si cercano nuovi partner e nuovi accordi di sviluppo nel rapporto con i privati. Le biblioteche oggi possono allargarsi, espandersi... non costruendo nuovi edifici, ma inventandosi delle formule di biblioteca diffusa, cioè chiedendo partenariati ai privati, affinché ospitino "pezzi" di biblioteca, in modo tale che anche gli orari di "apertura" delle biblioteche possano ampliarsi: di sera, di sabato, di domenica; è ciò che sta già accadendo ai Castelli Romani: una biblioteca dentro un cinema, una biblioteca dentro un parrucchiere, dentro un'azienda, dentro un bar...

Il Consorzio delle biblioteche dei Castelli Romani porta avanti da anni lo slogan "niente cultura niente sviluppo", nella convinzione che un territorio come quello dei Castelli Romani, se vuole ripensare se stesso, debba utilizzare la cultura come materia prima e ripartire dalla cultura.


Guarda il video

Biblioteche più ricche (prima parte)

Biblioteche più ricche (seconda parte)

BIBLIOTECHE

SOCIAL MEDIA

vivavoce 133
Numero Speciale
 N.133 / N.134

Questo sito fa uso di cookie, propri o di terze parti,per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra informativa sull'utilizzo dei cookies. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information