Sabato 9 maggio, il Consorzio SBCR ha celebrato in diretta Facebook la “Festa dell’Europa - GIOVANI QUI: l’Europa è casa nostra”.

Una giornata, come evidenziato all'inizio dell'evento da Giuseppe De Righi, Presidente del Consorzio, che assume una valenza storica significativa, poiché esattamente settant'anni fa, il 9 maggio 1950, l'allora Ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, rilasciava la celebre “Dichiarazione Schuman”, con la quale si identifica tradizionalmente l’avvio istituzionale del processo di integrazione europea. Fu quello l'inizio di un percorso tutto nuovo sulla via della cooperazione: quegli stessi paesi che si erano ritrovati su fronti opposti durante i conflitti mondiali lavoravano ora ad un progetto comune che, nell'aprile del 1951, portò alla creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA).

Una diretta vivace e partecipata, durante la quale sono intervenuti esperti di politica internazionale e professionisti del settore della comunicazione. Ampio spazio è stato poi riservato alle testimonianze dei giovani che hanno raccontato, con genuino e contagioso entusiasmo, le loro esperienze nell'ambito dei programmi europei – Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà – dei Gruppi Informali di giovani e del progetto GIOVANI QUI, promosso dal Consorzio SBCR e dalla Fondazione Cultura Castelli Romani.

Anna Lodeserto, curatrice dell’iniziativa ed esperta di politiche giovanili e di integrazione europea e internazionale, ha sottolineato nel suo intervento l'importanza di agevolare la partecipazione diretta del cittadino ai programmi europei, specie dei soggetti più giovani, realizzando dei percorsi agili e senza intermediari, che permettano di realizzare iniziative concrete di sviluppo sociale valorizzando le competenze e la loro condivisione. In questa ottica ha quindi evidenziato la centralità del ruolo svolto dalle biblioteche nella creazione di ponti tra la dimensione locale e quella globale, che viaggiano insieme, permettendo ai ragazzi di contribuire in maniera attiva anche restando nel proprio contesto, senza dover necessariamente spostarsi per poterlo fare.

Per raggiungere questo obiettivo, Claudia De Stefanis, Responsabile comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha sottolineato quanto sia essenziale il lavoro svolto dall'Unione nell'ambito della cooperazione internazionale. In un momento tanto difficile come quello attuale, ha quindi rimarcato come l'Europa sia stata capace di riscrivere le sue priorità per sostenere i settori in sofferenza, tra cui quello culturale, duramente colpiti tanto nel pubblico quanto nel privato. Interventi a vari livelli: dalla sospensione delle regole di stato per permettere la massima flessibilità e aiutare le piccole imprese, a misure più specifiche che riguardano proprio la cultura attraverso il programma Europa Creativa che agevola l'erogazione di fondi ai settori maggiormente colpiti.

Non sono mancati spunti di riflessione critica. Il Prof. Francesco Anghelone, docente di Storia delle Relazioni internazionali presso l’Università di Roma La Sapienza e autore del libro “Ultima chiamata - Da Ventotene al Covid-19: l’Europa in bilico” (Bordeaux, 2020), ha infatti richiamato l'attenzione sulle complessità e i punti fragili dell'Unione: dalla crisi del debito sovrano che ha colpito soprattutto i paesi dell'area mediterranea, a quella dei migranti, fenomeno che l'Europa avrebbe dovuto e potuto gestire meglio, fino alla crisi sanitaria ed economica in corso. A conclusione del suo intervento Il Prof. Anghelone ha comunque sostenuto che l'Europa è e deve continuare ad essere il nostro punto di riferimento per motivi culturali, storici e politici e che, se ben gestita, la fase complicata che stiamo attraversando può essere per l'Unione l'opportunità di tornare ad affermare i suoi valori fondanti, quelli della solidarietà, dell'aiuto reciproco e della comunità.

La diretta si è conclusa con l'intervento del Direttore del Consorzio, Giacomo Tortorici, che ha ribadito, in continuità con quanto detto dal Professore, la complessità del momento che l'Europa sta attraversando e la conseguente necessità di festeggiare questa giornata attivando dei meccanismi critici e non solo celebrativi. «Viviamo un momento che leggeremo tra qualche anno sui libri di storia – ha sottolineato prima di ringraziare tutti i partecipanti alla diretta in streaming – ognuno di noi può però fare la sua parte per modificare quei piccoli, grandi meccanismi che portano al raggiungimento o meno dei risultati».

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